Internet for Peace

novembre 30th, 2009

(da BusinessFinder)

L’iniziativa Internet for Peace 2010

L’iniziativa è del mensile Wired Italia, che in occasione della conferenza mondiale, “Science for Peace”, organizzata dalla Fondazione Umberto Veronesi, lancia il progetto “Internet for Peace” e candida il web al Premio Nobel per la pace 2010.

Il manifesto

Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone.

Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l’umanità abbia mai avuto.

La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa civiltà sta costruendo la dialettica, il confronto e la solidarietà attarverso la comunicazione.

Perchè da sempre la democrazia germoglia dove c’è accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l’incontro con l’altro è l’antidoto più efficace all’odio e al conflitto.

Ecco perchè Internet è strumento di pace.

Ecco perchè ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza.

Ecco perchè la Rete merita il prossimo Nobel per la pace.

E sarà un Nobel dato anche a ciascuno di noi.

Il sito

E’ stato creato anche un sito web dedicato: uno spazio noprofit di incontro e confronto tra gli internauti interessati al tema della pace e della comunicazione globale.
Il sito ha uno spazio riservato ai subscribers, rivolto cioè a tutti coloro che vogliono aderire alla campagne e sottoscrivere il manifesto del progetto.
Un enorme planisfero visualizzerà in tempo reale i nomi e la provenienza di tutte le persone che nel mondo avranno sostenuto la candidatura di Internet al premio Nobel. Il sito è aperto a raccogliere le voci di quanti desiderano esprimersi intorno all’idea che Internet sia un grande mezzo per diffondere messaggi di pace.

User Generated Content

Gli utenti potranno contribuire alla campagna creando video e foto che rappresentano la loro versione del manifesto Internet for Peace.
Il progetto è anche su You Tube con un video dedicato.

Il Perché di questa candidatura

Internet non è solo una rete di computer collegati tra loro o un contenitore di pagine navigabili dagli utenti, ma un potente strumento di comunicazione in grado di oltrepassare distanze dettate da restrizioni di tipo politico e militare.
Internet è strumento di democrazia fruibile da tutti, veicolo di messaggi di solidarietà e PACE.

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PhotoAID, non profit e prima agenzia fotografica italiana specializzata in reportage sull’attività di Ong e Onlus.

novembre 26th, 2009

(da Comunicazione Sociale) Non profit come le organizzazioni alle quali si rivolge, è la prima agenzia fotografica italiana specializzata in reportage sull’attività di Ong e Onlus.

Nata dall’iniziativa di Michele Cazzani, Andrea Micheli e Nicola Demolli Crivelli, tre fotografi professionisti che già  in passato avevano fatto esperienza nel settore sociale e umanitario, l’Agenzia si propone di fornire ad associazioni di volontariato e organizzazioni non governative una documentazione fotografica e video professionale di alta qualità relativa alle loro iniziative ed ai loro progetti.

Le immagini che PhotoAID realizza si connotano per un loro preciso linguaggio; quello vivace e dinamico del reportage, attento ad evidenziare i successi conseguiti, nonostante le mille difficoltà . L’immagine pietistica, moraleggiante cede il passo ad un approccio fotografico concreto ma ottimista e sensibile.

Comunicare insieme in modo efficace dopo un anno e mezzo di lavoro, serviti anche per calibrare la nostra proposta di collaborazione alle Associazioni, abbiamo compreso l’importanza di proporre non solo il materiale fotografico ma soprattutto degli strumenti adeguati per comunicare l’attività  delle medesime.

Ogni uscita è dedicata ad un’associazione ed al suo progetto; un numero monografico.

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GUINEA BISSAU: le isole Bijagòs, dove sono le donne a scegliere

novembre 26th, 2009

(da Blitz Quotidiano) In pochi, per ora le conoscono. Ed è forse questo il segreto del loro fascino senza tempo, così distante dal nostro mondo. Sono le isole dell’arcipelago delle Bijagós, un piccolo paradiso al largo di uno degli stati più difficili, decadenti e nello stesso tempo affascinanti dell’Africa occidentale: la Guinea-Bissau.

I chilometri di spiagge deserte (solo 23 delle 88 isole sono abitate), le palme che le incorniciano e i rarissimi ippopotami d’acqua salata che le popolano sono solo parte della loro innegabile attrattiva. Tra le curiosità, il fatto di essere uno dei pochissimi matriarcati ancora esistenti al mondo, dove le donne scelgono per tradizione i propri compagni, senza che questi abbiano il diritto di dire la loro, come succede tutt’oggi nell’isola di Orango.

Le due ore di barca che separano quest’oasi naturale dalla decrepita, seppur accattivante capitale Bissau, sono in realtà un viaggio spazio-temporale verso un’altra dimensione. Dove i bambini si precipitano a pizzicare con stupore la pelle dei pochissimi turisti bianchi, sopraffatti dall’incredulità di chi si chiede se possa proprio essere vera.

A raccontarlo è Adam Nossiter, in un affascinante reportage apparso sul New York Times: rievoca le colonie di granchi “violinisti” bianchi, verdi e blu della minuscola e disabitata isola di Anguruma o le 96 specie di uccelli migratori che ogni anno scelgono questo piccolo paradiso per nidificare. Per non parlare delle 155 specie di pesci esistenti, delle antilopi a strisce, dei delfini, dei coccodrilli, delle cinque specie di tartarughe (sulle otto esistenti al mondo) che hanno fatto guadagnare all’arcipelago il titolo di Riserva Naturale Patrimonio dell’Umanità delle Nazioni Unite.

Diversamente da quanto ormai accade nelle altre destinazioni tropicali, diventate negli anni mete turistiche di massa, il contatto con gli indigeni qui è caratterizzato da un’aura di “purezza” e da una genuina, vicendevole, curiosità, libera da sensi di colpa e da più o meno marcate ostilità. Che le sistemazioni spazino dallo “spartano” al “semplice”, certo, aiuta. Come aiuta il fatto che le isole e i loro abitanti abbiano rifiutato ogni sorta di cambiamento per attrarre più visitatori. Anche perché, essendo estremamente difficili da raggiungere (sia con mezzi pubblici che privati), spesso non sono nemmeno considerate. Il che, se da un lato è sicuramente un peccato, dall’altro è stata fino ad oggi la loro più grande fortuna.

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INFANZIA:SAVE THE CHILDREN, MILIONI BIMBI ESCLUSI DA ISTRUZIONE E SALUTE

novembre 23rd, 2009

(da ASCA) – Sono 75 milioni nel mondo i bambini che non hanno la possibilita' di andare a scuola, 40 milioni vivono in paesi colpiti o reduci da guerre. Altrettanti, cioe' circa 40 milioni sono i minori vittime di abusi e negligenze. Alla vigilia dei venti anni – domani – della firma della Convenzione ONU sui diritti dell'Infanzia, Save The Children dipinge il quadro della condizione dell'infanzia. Secondo i dati, 275 milioni di bambini sono costretti ogni anno ad assistere a episodi di violenza e maltrattamenti all'interno delle mura di casa – in Italia la cifra raggiungerebbe 1 milione. 126 milioni bambini nel mondo sono coinvolti in attivita' lavorative rischiose e nocive. 250.000 arruolati come bambini e bambine-soldato. 22 milioni profughi e sfollati a seguito di guerre.
Ma non e' tutto:175 milioni si stima saranno i minori vittime dell'aumento dei disastri naturali nel corso del prossimo decennio. Quasi 9 milioni sotto i 5 anni continuano a morire ogni anno, la gran parte per malattie curabili e prevenibili come complicazioni neonatali, polmonite, diarrea, malaria, morbillo. 200 milioni si prevede che non raggiungeranno il loro potenziale cognitivo entro il quinto anno d'eta', a causa della poverta', scarsa alimentazione, precarie condizioni di salute e cure inadeguate: il risultato e' che molti di questi bambini o non si iscriveranno a scuola o saranno destinati a una carriera scolastica fallimentare.
Dei 75 milioni di bimbi nel mondo che non hanno la possibilita' di andare a scuola – un numero superiore a quello dell'intera popolazione della Gran Bretagna – il 53% ( pari a 40 milioni) vive nei 28 paesi cosiddetti cafs, cioe' afflitti o reduci da guerre: piu' dell'intera popolazione del Canada. Nelle nazioni cafs 1 bambino su 3 non va a scuola contro 1 su 33 nei paesi a medio reddito. 6 su 10 nazioni con la percentuale piu' elevate di minori fuori dalla scuola sono afflitte o appena uscite da guerre: si tratta di Haiti, Eritrea, Repubblica Centro-africana, Liberia, Chad e Somalia con percentuali che vanno dal 50% di Haiti al 78% della Somalia (gli altri 4 paesi con i tassi piu' elevati di esclusione scolastica sono Gibuti, Niger, Burkina Faso e Guinea Bissau).

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Nicoletta Varani. Traffico e commercio di bambini nell’Africa sub-sahariana

novembre 23rd, 2009

(da Tellusfolio)

Nell’Africa sub-sahariana il definire e il percepire la tratta di bambini variano a seconda del Paese o della regione coinvolti, in particolare esistono differenze sostanziali nella visione del problema e nell’approccio al problema tra Paesi di origine, di transito e di destinazione di questo traffico. La “presa di coscienza” che ne risulta è fondamentale per i programmi politico-sociali, l'applicazione delle leggi e le misure che si adottano per combattere tale fenomeno. Nonostante la tratta di bambini sia un atto che viola a tutti i livelli le leggi internazionali, sia per quanto concerne la sottrazione del bambino alla famiglia (che si tratti di vendita o di sequestro), sia riguardo al trasporto e arrivo in un altro Paese, in molti Paesi dell’Africa sub-sahariana risulta una pratica sovente attuata con differenti modalità. L’UNICEF definisce il traffico di minori come “attività dell’ombra e del silenzio” e dalle statistiche emerge che questo commercio disumano è particolarmente fiorente sia laddove povertà, sfruttamento e disperazione sono quasi la norma sia dove esistono emergenze: zone di guerra, regioni colpite da catastrofi e ovunque la violazione dei diritti umani è una “consuetudine”. In tutto il mondo migliaia di bambini cadono ogni giorno nella rete dei trafficanti di esseri umani. Soli e abbandonati, sono in balìa di qualsiasi tipo di abuso e sfruttamento e i bambini più a rischio sono quelli senza atto di nascita; ogni anno, sono quaranta milioni i neonati che vengono al mondo ai margini della società senza essere registrati. Il traffico di minori è ovunque un commercio fiorente; le stime prudenziali dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni stimano che i guadagni del commercio di esseri umani – in particolare di donne e bambini – siano tra gli otto e i dieci miliardi di dollari l’anno, se poi il traffico di minori è legato al commercio internazionale di organi le cifre sono ancora più ingenti.

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“Seconda vita” Onlus promossa dalla L.I.S.E.

novembre 23rd, 2009

(da Equitando) Da novembre 2009, nasce Seconda Vita Onlus, un’associazione no profit promossa da Lega Italiana Sport Equestri, per cambiare il destino di cavalli e pony destinati a morte certa al macello e recuperarli sia sotto il profilo fisico che psicologico. La cruda realtà spesso per questi splendidi animali é di essere sfruttati nei maneggi, costretti a lavorare tutto il giorno anche se troppo anziani, stanchi o malati. E quando non servono più o perché sono ritenuti un peso economico, vengono venduti al macello per affrontare una terrificante morte. In prima linea i responsabili della Onlus, Lavinia Leuzzi e Roberto Riva, che da anni si impegnano a salvare tutti questi cavalli, che talvolta giungono in condizioni davvero critiche e in evidente stato di sofferenza, deperiti, con graffi e segni di morsicature o fiaccature in varie parti del corpo e con ferite alle gambe. Grazie ad amorevoli e specifiche cure, questi animali recuperano la gioia di vivere, in totale libertà, in grandi spazi e in branco, in un contesto molto simile a quello che troverebbero in natura.  Il fine di Seconda Vita Onlus è quello di far crescere e sviluppare una coscienza collettiva di rispetto per gli animali e nello specifico di promuovere l’adozione di pony e cavalli, sensibilizzando le persone sullo sfruttamento sconsiderato e spesso irrispettoso che viene fatto nei confronti di questi splendidi animali.
Coloro che aderiranno all’iniziativa riceveranno subito il certificato ufficiale di adozione e aggiornamenti periodici del loro nuovo amico!

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