Iniziativa nazionale “Sostegno alla ricerca senza vivisezione”

ottobre 29th, 2009

(da Agire Ora) Per tutto il mese di novembre, una iniziativa per sostenere la ricerca senza animali promossa da I-CARE.

Per il mese di novembre proponiamo una iniziativa sia di informazione antivivisezionista che di raccolta fondi per la ricerca senza animali promossa dall'associazione I-CARE Europe onlus. Ciascuno puo' scegliere in quale data organizzare un tavolo di raccolta fondi, una cena vegan benefit, una distribuzione di volantini in buca delle lettere: tutto e' utile per sostenere la ricerca senza animali! L'associazione I-CARE Europe onlus – Centro Internazionale per le Alternative nella Ricerca e nella Didattica – nella sua sede italiana è un'associazione non-profit contro la sperimentazione animale e per una scienza utile, moderna, efficace, etica. Le attività dell'associazione si svolgono in tre settori principali: quello dello sviluppo di metodi di ricerca senza animali, quello della diffusione dell'informazione, e quello della riabilitazione e adozione degli animali di laboratorio nei casi in cui si riesce a farli uscire dagli stabulari per ridar loro una speranza di vita. Dettagli e istruzioni sul sito!

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Guinea Bissau: la radio missionaria al servizio della pace e della riconciliazione

ottobre 28th, 2009

(Radio Vaticana) In Guinea Bissau il processo di pacificazione corre via etere. In una nazione che viene da una guerra civile e da diversi colpi di Stato il principale strumento di incontro tra i cittadini e una parte dell’esercito è rappresentato infatti dell’emittente locale Radio ‘Sol Mansi’, nata dall’iniziativa di padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime). “In un momento in cui sono in discussione leggi e provvedimenti strutturali per riorganizzare l’esercito della Guinea Bissau – spiega il religioso alla Misna -, abbiamo avviato una trasmissione radiofonica particolare, rivolta proprio ai militari, per sensibilizzarli e portarli a riconoscere il loro ruolo all’interno di una democrazia e in tempo di pace”. “Con il sostegno di Caritas Germania, dell’ufficio locale delle Nazioni Unite e dello stesso capo di stato maggiore – continua padre Davide che opera in Guinea da diversi anni – vogliamo dare un contributo al dialogo e alla pace in un contesto difficile, dove però non mancano le potenzialità e la volontà di progredire. Un modo per aprire, anzi, spalancare le porte a un periodo di pace”. La Guinea Bissau è un piccolo paese dell’Africa occidentale. Ex-colonia portoghese, è abitato da circa un milione 700mila abitanti di varie etnie: circa due terzi professano religioni tradizionali africane, un terzo è musulmano, esiste una piccola minoranza cattolica. La lingua ufficiale è il portoghese, tra le lingue locali quelle più diffuse sono il mande e il fula. Dopo mesi di relativa instabilità dovuti alla morte del presidente João Bernardo “Nino” Vieira e del generale Tagme na Waie, capo di stato maggiore delle Forze armate – uccisi entrambi agli inizi di marzo in modalità ancora da chiarire – la Guinea Bissau è guidata dal presidente Malam Bacai Sanha, esponente del Partito per l’indipendenza della Guinea e di Capo Verde (Paigc) al governo fin all’indipendenza del paese, nel 1974. (M.G.)

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BHOPAL BUS TOUR, in viaggio per non dimenticare. Vienici a trovare a Roma.

ottobre 28th, 2009

2 dicembre 1984: migliaia di tonnellate di isocianato di metile fuoriescono da una fabbrica della Union Carbide e invadono l’ambiente. Accadeva in India, nello stato del Madhya Pradesh. Sono passati 25 anni dal più grave disastro chimico-industriale della storia che ha causato centinaia di migliaia di vittime, tra chi vi ha perso la vita, chi ancora porta sul proprio corpo le conseguenze e chi le ha lasciate, suo malgrado, in eredità. L’ambiente è ancora contaminato e resta un involontario veicolo di altri problemi. L’area di Bhopal non è ancora stata bonificata, né sono state condotte inchieste adeguate sull’incidente e sulle sue conseguenze. Circa 120.000 persone continuano a soffrire di disturbi respiratori, cancro, ansia e depressione, malformazioni genetiche, e i sopravvissuti sono tuttora in attesa di ottenere una riparazione equa e adeguata per le sofferenze che il disastro ha provocato. Sebbene siano passati molti anni, il terribile impatto della fuoriuscita di gas tossici sulla popolazione, sui terreni, sulle falde acquifere e nell’aria, è ancora presente.

Ricordare Bhopal significa parlare di giustizia per le vittime, assicurare un ambiente pulito, promettere un futuro nuovo agli esseri umani e al nostro pianeta.

Perché tutto questo sia finalmente possibile, segui insieme ad Amnesty International il “Bhopal Bus Tour” che farà tappa in Italia dal 2 al 6 novembre prossimi. Sul bus, una delegazione di sopravvissuti al disastro avvenuto nella città indiana prenderà parte a una serie di manifestazioni, iniziative e incontri pubblici con l’obiettivo di riportare sotto i riflettori dell’opinione pubblica una situazione ancora drammaticamente attuale.

Il Bhopal Bus sarà a Roma il 5 e 6 novembre. Questo il programma:

5 novembre

ore 17,00 – Aula Magna della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi Roma Tre: convegno “Imprese, diritti umani e ambiente. La responsabilità delle imprese per l'impatto delle loro attività in India, Nigeria e Italia”, con la partecipazione, tra gli altri, di Giorgio Fornoni e Raffaele Guariniello (in collaborazione con l’Università Roma Tre)

6 novembre

ore 11,00 – Ambasciata dell’India, via XX settembre 5: manifestazione e richiesta d’incontro con l’Ambasciatore per la consegna di 10.000 petizioni a sostegno della richiesta di giustizia per le vittime di Bhopal.

ore 14,00 – 18,00 – Piazza della Repubblica: i cittadini incontrano i sopravvissuti al disastro di Bhopal

ore 18,30 – Galleria d’arte Love & Dissent, via Leonina 85: incontro pubblico e mostra fotografica di Alessandro Marongiu.

Ti aspettiamo!

Per maggiori informazioni e per segnalarci la tua presenza:
www.iopretendodignita.it
action@amnesty.it
349 54.63.435

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