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	<title>Uno per Tutti</title>
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		<title>Anziani, addio al caldo. Arriva il braccialetto biometrico</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 16:35:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(da affariitaliani)L&#39;associazione no-profit Concreta-Mente, con il supporto di Italtel e ADitech, avvia a Roma il primo progetto pilota di teleassistenza che permette la raccolta e l&#39;analisi in tempo reale delle informazioni sullo stato di salute degli utenti collegati e la segnalazione ai famigliari di eventuali problematiche.
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Dalla tecnologia avanzata &#232; arrivato un aiuto concreto: un&#160;braccialetti biometrici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da affariitaliani)L&#39;associazione no-profit Concreta-Mente, con il supporto di Italtel e ADitech, avvia a Roma il primo progetto pilota di teleassistenza che permette la raccolta e l&#39;analisi in tempo reale delle informazioni sullo stato di salute degli utenti collegati e la segnalazione ai famigliari di eventuali problematiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table align="right" border="0">
<tbody>
<tr>
<td align="middle" class="NewsContentFoto"><strong><img alt="Braccialetti Biometrici" hspace="4" src="http://www.affaritaliani.it/static/upl/bra/0001/braccialetti-biometrici.jpg" title="Braccialetti<br />
Biometrici" vspace="4" /></p>
<p>				</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Dalla tecnologia avanzata &egrave; arrivato un aiuto concreto: un&nbsp;braccialetti biometrici. L&#39;idea &egrave; dell&#39;Italtel, azienda leader nello sviluppo e integrazione di prodotti e servizi per le reti IP di nuova generazione, e ADitech, azienda marchigiana dedicata alla ricerca e all&#39;innovazione nella Sanit&agrave;. Le due aziende si sono unite per&nbsp;mettere a disposizione dell&#39;associazione Concreta-Mente la tecnologia e il know-how necessari per avviare, a&nbsp;Roma, una sperimentazione di telesoccorso per offrire assistenza agli anziani nella stagione di maggiore difficolt&agrave;, l&#39;estate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gli anziani vengono dotati di un braccialetto della dimensione di un orologio che registra i dati biometrici</strong> della persona (frequenza cardiaca, temperatura, ecc.), che ne rileva l&#39;attivit&agrave; fisica (es. eventuali cadute) e in caso di valori fuori dalla norma o di pericolo, lancia automaticamente messaggi a un centro servizi il quale attiva le chiamate di soccorso al 118 e ai familiari.</p>
<p>Il <strong>servizio lanciato dal VI&deg; Municipio risponde a un&#39;esigenza reale</strong>: &quot;Oltre al caldo, nei mesi estivi le persone meno forti hanno anche il problema di rimanere a casa da sole senza i familiari che vanno in vacanza&quot; dice Antonio Vannisanti, Assessore alle Politiche Sociali del Municipio sulla Prenestina, &quot;c&#39;era quindi bisogno di una soluzione che non fosse un semplice numero verde per gli anziani&quot;.&nbsp; Il Presidente del VI&deg; Municipio, Gianmarco Palmieri, sottolinea: &quot;E&#39; un progetto pilota in fase sperimentale, ma siamo i primi realizzarlo a Roma e la nostra volont&agrave; &egrave; proprio quella di proporre la nostra idea e questo modello tecnologico al Comune di Roma affinch&egrave; possa estenderlo ai cittadini dell&#39;intera area metropolitana&quot;.</p>
<p><strong>Il progetto &egrave; stato proposto ed attivato dall&#39;Associazione non profit Concreta-Mente</strong> che ne ha coordinato la realizzazione attraverso il contributo di Italtel, system integrator per la parte dei sistemi di telecomunicazione e di ADitetch che ha messo a disposizione il braccialetto con i sensori &quot;Mocawatch&quot;. Italtel &egrave; in grado di predisporre l&#39;intera soluzione sia per gli aspetti di realizzazione del centro Gestione (Call Center e CRM assistiti) che (attraverso il Partner Aditech) della fornitura e manutenzione dei &quot;device&quot; o terminali intelligenti per i teleassistiti. La sperimentazione &egrave; realizzata senza nessun onere o costo a carico del Municipio o delle persone che vi partecipano.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p><strong>Leonardo Bertini, anima di Concreta-Mente e inventore del progetto, spiega</strong>: &quot;E&#39; la prima sperimentazione di Teleassistenza supportata da braccialetti biometrici effettuata sul territorio romano, coniuga le pi&ugrave; avanzate tecnologie e modelli organizzativi al livello amministrativo pi&ugrave; vicino ai cittadini, il Municipio&quot;. &quot;Un progetto di volontariato innovativo&quot; prosegue &quot;concreto e gratuito a favore degli anziani e delle fasce pi&ugrave; deboli, che parte volutamente dalle periferie della citt&agrave;&quot;. autosufficiente di muoversi con la massima&nbsp; sicurezza non solo in casa ma anche in luoghi aperti&quot;.</p>
<p><strong>La sperimentazione, partita a luglio, durer&agrave; fino a fine agosto</strong>. Dopo i due mesi di test, i dati raccolti saranno presentati in un seminario a cui parteciperanno anche le Universit&agrave; partner del progett</p>
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		<title>Cani senza padrone, la carica dei 600 mila &#8211; La campagna sms «Io l&#8217;ho visto»</title>
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		<comments>http://www.unopertutti.eu/blog/index.php/?p=658#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 16:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Animali]]></category>

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		<description><![CDATA[da corriere.it)&#160; Il lavoro dei volontari, il business dei canili privati. E con l&#39;estate alle porte torna l&#39;emergenza abbandoni
&#160;






Johnny, uno dei tanti cani che si sono ritrovati senza padrone e ora vive in un canile (foto G. Rozza)



MILANO &#8211; Sono in tanti, contarli &#232; impossibile. Sono sparsi in tutta la penisola, riuniti in associazioni non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da corriere.it)&nbsp; Il lavoro dei volontari, il business dei canili privati. E con l&#39;estate alle porte torna l&#39;emergenza abbandoni</p>
<p>&nbsp;</p>
<table align="left" class="foto-h-left" width="1">
<tbody>
<tr>
<td><b><img align="left" alt="Johnny, uno dei tanti cani che si sono ritrovati senza<br />
padrone e ora vive in un canile (foto G. Rozza)" border="0" height="140" src="http://www.corriere.it/Media/Foto/2010/07/27/Johnny--180x140.jpg" title="Johnny, uno dei<br />
tanti cani che si sono ritrovati senza padrone e ora vive in un canile<br />
(foto G. Rozza)" width="180" /></b></td>
</tr>
<tr>
<td><b>Johnny, uno dei tanti cani che si sono ritrovati senza padrone e ora vive in un canile (foto G. Rozza)</b></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>MILANO &#8211; Sono in tanti, contarli &egrave; impossibile. Sono sparsi in tutta la penisola, riuniti in associazioni non profit piccole o grandi oppure semplici privati che ogni giorno operano per proteggere, sterilizzare, curare, portare a passeggio e trovare casa al silenzioso esercito dei cani senza padrone. Nel nostro Paese quest&rsquo;ultimo ammonta, stando ai dati forniti dalle Regioni al Ministero del Welfare, a 600mila, 450mila dei quali vivono in stato di abbandono in strada, soprattutto al Sud. Senza i volontari, che molto spesso spendono di tasca propria per cure veterinarie e cibo, il problema randagismo sarebbe assai pi&ugrave; grave, con conseguenze pesanti per la sicurezza delle persone, vedi fenomeno dei cani vaganti nel Mezzogiorno, e per le tasche degli italiani. Perch&eacute; &egrave; con i soldi delle nostre tasse che i comuni, per legge proprietari dei cani senza padrone, mantengono questi ultimi dopo che nel 1991 fu approvata la legge 281 che vieta la soppressione degli animali accalappiati.</p>
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<p><b>GALLINE DALLE UOVA D&#39;ORO &#8211; </b>Il problema, infatti, &egrave; insito nella stessa legge 281/91. Oltre a impedire la messa a morte dei cani nei canili, la 281 puniva amministrativamente l&rsquo;abbandono (che dal 2004 &egrave; sanzionato penalmente grazie alla legge 189), imponeva ai proprietari di tatuare il proprio cane e registrarlo all&rsquo;anagrafe canina (ma dal 2005 &egrave; obbligatorio il microchip), ai comuni di risanare i canili, alle Asl di effettuare le sterilizzazioni e alle Regioni di emettere leggi proprie nel quadro della legge nazionale.</p>
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<p>	<embed allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" bgcolor="#FFFFFF" flashvars="vxBaseURL=http://publish.vx.roo.com/rcscorriere/article308x258/&amp;vxTemplate=http://publish.vx.roo.com/rcscorriere/article308x258/rcs_article_308x258.swf&amp;vxEmbedMode=fullsize&amp;vxSiteId=af93f391-342b-4a64-9f9c-b3923872f90e&amp;vxChannel=Animali&amp;vxSearch=&amp;vxClipId=2524_98a87d66-94a6-11df-91c3-00144f02aabe&amp;vxBitrate=&amp;vxFormat=&amp;vxServerBase=&amp;vxIMU=&amp;vxClickToPlay=&amp;vxTint=&amp;vxFullscreen=imuCompatibility&amp;vxSecure=false&amp;vxBD=&amp;vxHBX=&amp;vxExternalIMU=&amp;vxRowCount=&amp;vxStartMode=normal&amp;vxCore=&amp;vxPreviewId=&amp;vxDebug=&amp;vxFilmStrip=&amp;vxDynChannel=&amp;vxHBXClipIdVar=&amp;vxHBXClientType=Flash<br />
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<p><b>L&#39;EMERGENZA ABBANDONI &#8211; </b>I volontari lottano anche contro un altro fenomeno, quello degli abbandoni, a cui il randagismo &egrave; direttamente collegato, che fa i conti con un&rsquo;arretratezza culturale che in Italia porta i proprietari di animali da compagnia a sbarazzarsi ogni anno, soprattutto in estate, di 50mila cani e 80mila gatti. Oggi, per&ograve;, la sensibilit&agrave; nei confronti di questo fenomeno &egrave; aumentata e tante sono le campagne contro l&rsquo;abbandono. Un&rsquo;iniziativa interessante &egrave; chiamata &ldquo;Io l&rsquo;ho visto&rdquo;, promosso da Prontofido in collaborazione con Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, Radio Bau &amp; Co e Aidaa, e consta di un numero di sms (3341051030) al quale si possono segnalare cani vaganti in autostrada. Dal 13 agosto, poi, sar&agrave; sugli schermi del cinema, la commedia Sansone ispirata al fumetto di Brad Anderson che, insieme alla Lav e al Ministero del Turismo, invita tutti a portare con s&eacute; in vacanza il proprio animale da compagnia e ad adottarne uno senza padrone.</p></embed></embed></embed></embed></embed></p>
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		<title>EnzoB cerca volontari per iniziative nuove e per quelle tradizionali..</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 16:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[(da Cristina Nespoli, Presidente)&#160; Ecco la lettera di reclutamento. Siete con noi? Registratevi su UNOPERTUTTI.eu, vi aiuteremo ad organizzare !

	&#34;Carissimi amici,
	per portare sostegno e aiuto ai bambini di cui ci occupiamo abbiamo bisogno di volontari. Vi scrivo quindi per chiedervi di entrare a far parte della rete di volontari ENZO B. Una piccola scelta che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da Cristina Nespoli, Presidente)&nbsp; Ecco la lettera di reclutamento. Siete con noi? Registratevi su UNOPERTUTTI.eu, vi aiuteremo ad organizzare !</p>
<p>
	&quot;Carissimi amici,<br />
	per portare sostegno e aiuto ai bambini di cui ci occupiamo abbiamo bisogno di volontari. Vi scrivo quindi per chiedervi di entrare a far parte della rete di volontari ENZO B. Una piccola scelta che, unita a quella di tante altre persone, creer&agrave; reali opportunit&agrave; di cambiamento delle condizioni di vita delle comunit&agrave; in cui opera ENZOB.<br />
	C&rsquo;&egrave; bisogno del vostro aiuto.<br />
	Non occorre essere professionisti della solidariet&agrave; per essere volontari. Basta essere animati da entusiasmo e motivazione.<br />
	Per i prossimi mesi stiamo preparando alcuni eventi che andranno a finanziare una nuova campagna: &quot;Chiamami per nome&quot;. La campagna si propone di avviare delle indagini sociali approfondite ed estese in diverse regioni africane finalizzate alla registrazione anagrafica dei bimbi vulnerabili o abbandonati.<br />
	L&rsquo;evento di cui vi voglio parlare e al quale vi invito ad aderire &egrave;:<br />
	Halloween Aid &ndash; 30 e 31 ottobre.<br />
	Halloween Aid &egrave; un evento di piazza che avr&agrave; luogo nelle principali piazze italiane dove saremo presenti con i banchetti gestiti dai volontari per raccogliere fondi e sensibilizzare sulle attivit&agrave; di ENZO B. Al banchetto saranno distribuiti sacchetti di cioccolatini e caramelle con un&rsquo;offerta minima da suggerire. L&rsquo;anno scorso l&rsquo;evento si &egrave; svolto in 30 piazze italiane, grazie soprattutto all&rsquo;impegno di molte persone che ci hanno dato la loro disponibilit&agrave;.<br />
	Ai volontari chiediamo di organizzare il banchetto, scegliendo il luogo, presidiandolo, gestendo le autorizzazioni e dando la disponibilit&agrave; a ricevere il materiale.<br />
	Qui in allegato vi invio una scheda riassuntiva dell&rsquo;evento. Leggetela e se avete domande o necessit&agrave; di chiarimenti potete contattare Luana Garofalo telefonicamente allo <span class="skype_pnh_print_container">011/3910370</span><span class="skype_pnh_container" dir="ltr"><span class="skype_pnh_mark"> begin_of_the_skype_highlighting</span>&nbsp;<span class="skype_pnh_highlighting_inactive_common" dir="ltr" title="Chiama<br />
questo numero in Italia con Skype: +390113910370"><span class="skype_pnh_left_span" skypeaction="skype_dropdown">&nbsp;&nbsp;</span><span class="skype_pnh_dropart_span" skypeaction="skype_dropdown" title="Opzioni Skype "><span class="skype_pnh_dropart_flag_span" skypeaction="skype_dropdown" style="background-position: -2139px 1px ! important;">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span><span class="skype_pnh_textarea_span"><span class="skype_pnh_text_span">&nbsp;&nbsp;011/3910370</span></span><span class="skype_pnh_right_span">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span></span>&nbsp;<span class="skype_pnh_mark">end_of_the_skype_highlighting</span></span> o via mail all&rsquo;indirizzo luana.garofalo@enzob.org. Sarete in ogni caso contattati per avere un riscontro della vostra partecipazione.<br />
	Con la speranza di avervi al nostro fianco in questa iniziativa, vi saluto caramente e vi auguro buone vacanze.&quot; Cristina Nespoli</p>
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		<title>Donne prigioniere nelle loro case</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 15:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[(da Amnesty International) &#34;Avevo sempre sottovalutato la minaccia della violenza. Andavo abitualmente alle latrine, salvo quando si era fatto troppo tardi. Questo, fino a due mesi fa quando ho rischiato di essere stuprata.&#34; 
	Amina ha 19 anni e vive in un insediamento abitativo precario a Nairobi, Kenya. Come lei, tante donne e ragazze per fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da Amnesty International) <i>&quot;Avevo sempre sottovalutato la minaccia della violenza. Andavo abitualmente alle latrine, salvo quando si era fatto troppo tardi. Questo, fino a due mesi fa quando ho rischiato di essere stuprata.&quot;</i> </p>
<p>	Amina ha 19 anni e vive in un insediamento abitativo precario a Nairobi, Kenya. Come lei, tante donne e ragazze per fare una doccia o andare in bagno devono percorrere strade buie e pericolose, rischiando aggressioni e stupri. Prigioniere nelle loro case, si vedono negare quotidianamente il loro diritto ad accedere ai servizi igienico-sanitari.</p>
<p>Come Amina, tante altre donne e ragazze per fare una doccia o utilizzare servizi igienici devono attraversare le strette strade degli insediamenti, prima di arrivare al bagno pubblico. In questi vicoli, che non&nbsp;sono&nbsp;illuminati, non esiste polizia e la possibilit&agrave; di essere aggredite e stuprate &egrave; molto alta. <br />
	&nbsp;<strong class="userFormat1"><br />
	A queste donne non resta altra scelta che chiudersi in casa durante la notte e talvolta anche prima del tramonto. </strong><br />
	<strong class="userFormat1">Prigioniere nelle loro case,</strong> si vedono&nbsp; negare quotidianamente il loro diritto ad accedere ai servizi igienico-sanitari, sono esposte maggiormente al rischio di contrarre <strong class="userFormat1">malattie</strong> e vivono nella costante paura di subire <strong class="userFormat1">violenza</strong>. <strong><br />
	Qui la vita di donne e ragazze &egrave; molto difficile.</strong></p>
<p><strong>Cosa puoi fare tu? leggi http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php?L=IT&amp;IDPagina=3820&amp;utm_source=Newsletter&amp;utm_medium=Email&amp;utm_campaign=Luglio%2B2010 &#8230; NON ASPETTARE</strong></p>
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		<title>Charity Water: il Word Of Mouth per il settore no profit</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sapevi che...]]></category>

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		<description><![CDATA[(da wommi) http://www.charitywater.org/&#160;&#160; Il Word Of Mouth e i Social media sono molto pi&#249; che Facebook, Twitter e YouTube. Il passaparola esisteva gi&#224; prima della New media revolution. Uno dei settori che si sono sempre basati sulla forza dello scambio tra i singoli &#232; quello dell&#8217;attivismo sociale, ma sono poche le organizzazioni no profit che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da wommi) http://www.charitywater.org/&nbsp;&nbsp; Il Word Of Mouth e i Social media sono molto pi&ugrave; che Facebook, Twitter e YouTube. Il passaparola esisteva gi&agrave; prima della <em>New media revolution</em>. Uno dei settori che si sono sempre basati sulla forza dello scambio tra i singoli &egrave; quello dell&rsquo;attivismo sociale, ma sono poche le organizzazioni no profit che riescono a impostare una strategia rigorosa e un approccio &ldquo;aziendale&rdquo; come ha fatto <strong>charity: water</strong>. La loro straordinaria abilit&agrave; nel creare passaparola che si tramuta in azioni concrete a proprio favore li ha portati risultati stupefacenti.</p>
<p>L&rsquo;ideatore e lo staff di charity: water ha realizzato un lavoro eccellente nel pensare e nel mettere in pratica ogni singolo dettaglio della strategia di comunicazione. L&rsquo;impatto visivo del sito web &egrave; notevole: attraente, innovativo e ben navigabile. La sezione <em>press</em>, ad esempio, potrebbe essere presa a modello per insegnare il concetto di <em>Press office 2.0</em>: immagini, racconti, video e rassegna stampa web e carta stampata sono disponibili e facilmente consultabili. Ogni evento e iniziativa che coinvolge charity: water &egrave; stato valorizzato con contributi audio-video e iconografici.</p>
<p>Vi proponiamo tre indicazioni per chi si trova a gestire una campagna di <em>fundraising</em> via Social media:</p>
<ul>
<li><em>Facilita la condivisione</em> (<em>sharing</em>). Per attivare il passaparola online considera che hai a disposizione pochi istanti decisivi in cui ciascun utente decide se condividere la tua causa o navigare oltre. Spesso lo fa svogliatamente o sovrappensiero. Perci&ograve; devi inserire bottoni grandi e semplici tra cui &ldquo;Condividi su Facebook&rdquo; e &ldquo;Twitter&rdquo; che favoriscano lo <em>sharing</em> dei fan sui rispettivi network.</li>
</ul>
<ul>
<li><em>Facilita le possibilit&agrave; di supportare la causa attraverso azioni concrete</em>. Charity: water vende una gran quantit&agrave; di gadget: T-shirt, bracciali, cravatte e bottiglie d&rsquo;acqua che i fan possono comprare sia per supportare economicamente la causa che per passare parola offline e aumentare la consapevolezza nel pubblico.</li>
</ul>
<ul>
<li><em>Facilita il coinvolgimento degli amici</em>. Con una donazione di 20 dollari &ndash; sufficienti per assicurare acqua potabile ad una persona per 20 anni &ndash; i fan di charity: water possono inviare delle <em>e-card</em> ai propri amici e/o famigliari, che a loro volta sceglieranno il paese a cui destinare il 100% del denaro speso per la donazione. Il regalo di per s&eacute; diventa un modo molto bello di coinvolgere il destinatario che si sentir&agrave; ancora pi&ugrave; felice nel ricevere il dono.</li>
</ul>
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		<title>Appello dell&#8217;associazione Find the Cure-cercasi computer portatili</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne e bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[(da Gazzetta D&#39;Asti) http://www.findthecure.it/&#160;&#160; -&#160; Raccolta PC portatili per la scuola di Msolwa in Tanzania
Il comitato no profit Find the Cure e l&#8217;associazione Progetto Radis lanciano un appello: abbiamo bisogno di PC portatili!!!
Progetto Radis &#232; una associazione ed opera in forma volontaria sul territorio astigiano. L&#8217;associazione si occupa di Trashware ovvero di ridare vita ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(da Gazzetta D&#39;Asti) http://www.findthecure.it/<span style="font-size: 12px;">&nbsp;&nbsp; -&nbsp; Raccolta PC portatili per la scuola di Msolwa in Tanzania</span></p>
<p>Il comitato no profit Find the Cure e l&rsquo;associazione Progetto Radis lanciano un appello: <strong>abbiamo bisogno di PC portatili</strong>!!!</p>
<p>Progetto Radis &egrave; una associazione ed opera in forma volontaria sul territorio astigiano. L&rsquo;associazione si occupa di Trashware ovvero di ridare vita ed utilit&agrave; a quelle apparecchiature informatiche che il modello consumistico invita a dismettere in anticipo, molto in anticipo rispetto alle loro effettive potenzialit&agrave; e di consegnare tali apparecchiature, in forma gratuita, a progetti di utilit&agrave; sociale, culturale, solidale, educativo sia essi locali che internazionali.</p>
<p>Ed &egrave; cos&igrave; che Find the Cure e Progetto Radis uniscono le forze per la scuola di Msolwa, in Tanzania. Il progetto &egrave; quello di poter fornire alcuni computer portatili (la scelta dei portatili &egrave; puramente per una questione di tipo logistico), <strong>all&rsquo;unica scuola secondaria nella zona e che d&agrave; possibilit&agrave; ai ragazzi di proseguire gli studi dopo le elementari</strong>. La scuola ,costruita da Find the Cure in collaborazione con partner locali, Missionaries of Compassion, ha circa<strong> un centinaio di studenti, divisi tra scuola primaria e secondaria</strong>.</p>
<p>La prossima missione<strong> destinazione Tanzania </strong>&egrave; alle porte, il <strong>28 Luglio</strong> un gruppo di volontari partir&agrave; alla volta di Msolwa, per l&rsquo;inaugurazione della scuola.</p>
<p>Chiunque abbia pc portatili inutilizzati e abbia voglia di <strong>ridargli &ldquo;vita&rdquo; </strong>pu&ograve; contattare indifferentemente i volontari delle due associazioni: servono portatili che abbiano <strong>un&rsquo;et&agrave; non superiore ai 9 anni</strong>, di una generazione cio&egrave; compatibile con i software didattici che dovranno essere installati (tecnicamente almeno processore pentium III )&rdquo;.</p>
<h2>Forza, il tempo stringe!</h2>
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