“Baby Down”, la bambola con sindrome di Down

dicembre 15th, 2009

(da Excite) Sta per arrivare sul mercato italiano "Baby Down", la bambola con i tratti somatici di un bebè con sindrome di Down. Obiettivo della bambola è quello di abbattare i pregiudizi. "Baby Down" è stata ideata in Spagna due anni fa dalla casa produttrice di giocattoli  Super Juguete e dalla Fundacion Down Espana.

Adesso la bambola sta per essere messa in vendita anche in Italia grazie alla collaborazione tra un'impresa commerciale e tre associazioni no profit di Bologna: la cooperativa "Il Martin Pescatore", l'Associazione retinite pigmentosa Emilia-Romagna e il Ceps (Centro emiliano problemi sociali per la Trisomia 21). Rinunciando alle normali spettanze la società Cangillo Interni Limited Edition importerà "Baby Down" nel nostro Paese.

La bambola è nata con l'idea di diffondere la cultura del rispetto della diversità. Un opuscolo inserito nella confezione della bambola contiene alcune semplici indicazioni sulle attività più indicate per stimolare le capacità sensoriali e intellettive dei bambini con sindrome di Down. Il ricavato delle vendite di "Baby Down" andrà a sostenere le attività delle tre associazioni no profit bolognesi. Con gli incassi, inoltre, verrà attivato un laboratorio di sartoria per realizzare i vestitini per le bambole grazie al quale le persone in situazioni di disagio potranno trovare un impiego.

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«Fantasia» Nasce l’associazione per aiutare malati e parenti

dicembre 6th, 2009

(da IlGiornale) Il nome è un acronimo che richiama ad un mondo sereno, è uno sguardo che vuole guardare verso una vita migliore. Con «Fantasia» nasce la Federazione delle Associazioni Nazionali a Tutela delle persone con Autismo e Sindrome di Asperger, che raccoglie le tre principali organizzazioni no profit italiane impegnate nella difesa dei diritti dei soggetti con disturbi dello spettro autistico, Angsa, Autismo Italia e Gruppo Asperger Onlus. «L’intento – come spiega il presidente della federazione Giovanni Marino – è quello di aiutare le 360 mila famiglie che in Italia sono colpite da queste malattie, persone che lottano ogni giorno per i loro diritti, spesso drammaticamente sottovalutati e di promuovere iniziative formative e informative rivolte anche ai servizi socio sanitari, alle scuole e agli stessi soggetti autistici». A partire dalle prossime settimane verrà diffuso un nuovo spot-denuncia, che vuole informare e offrire un nuovo sostegno a coloro che si sentono soli e non sanno a chi rivolgersi, ma è un messaggio anche per le istituzioni, a cui si chiede attenzione per creare conoscenza sul problema. Il cortometraggio, realizzato dall’agenzia Nadler, Larimer & Martinelli e dalla Casta Diva Pictures, è interpretato da Giulia Lazzarini, una madre «inusuale», che appare arrabbiata con il figlio autistico, ma che in un grido d’ìamore lancia alle famiglie di autistici un messaggio forte e di speranza: «Parla. Noi ci siamo».

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